// Nere ambientazioni di parchi desolati, un cielo blu cobalto tempestato di candide macchie bianche un mondo nuovo in mezzo ad un mare d'aria. Vedo panchine vuote alle luci del giorno fedeli testimoni dello svolgersi della vita; inerte la notte, raccontano paura e solitudine. Il fruscio degli alberi i cui rami pieni di vita si muovono leggiadri come il mare in lontananza è la pace di Londra, il cuore della mattanza. Ho visto uomini muoversi nel sottosuolo assomigliavano a macchine forse guidati da una forza interiore non riesco ancora a capire: liberi o controllati? Ho visto uomini e donne, bianchi e neri, trovarsi nei parchi e non perdersi in superflue apparenze ma ho visto uomini mordersi arricchirsi alle spalle degli altri e poi tornare nel sottosuolo al ritmo degli altoparlanti. L'intensità del mattino si perde nell'immensità della notte fatta di jazz club, di birra e di serenità: libera libertà, reali virtù. C'è speranza.\\






