18 Marzo 2020
Di colpo fermo, immobile in una stanza. Non ho più possibilità nello spazio, il mio corpo è recluso tra quattro pareti bianche. Riesco ancora a pensare, anzi il mio pensiero è libero come non mai: ragione, sentimento e sogno si rinforzano a vicenda, immagino quei luoghi di cui adesso sono privato, quelle parole che mi sono negate. Ecco, le parole. Se non posso parlare, allora lascerò comunicare altre voci, i fedeli amici, che ascolto nel cuore di notti stanche o ubriache, ora rendono trasparenti i muri che mi intrappolano.